METODO DEI CASI

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METODO DEI CASI da Mind Map: METODO DEI CASI

1. ANNOTAZIONI DEL CASO

1.1. LETTURA INDIVIDUALE

2. CENNI STORICI

2.1. 1913 HARVARD SCUOLA DI LEGGE

2.2. CASE METHOD

2.2.1. DIRITTO SOCRATICO

2.2.1.1. ANTI-DOGRAMTICO

2.3. 1870 HARVARD

2.3.1. IDEATORE CHRISTOFER LANGDELL

2.3.1.1. SCUOLA DI LEGGE

2.3.2. 1908 HARVARD BUSNISS

2.3.2.1. EDWIN GRAY

2.3.2.1.1. ECONOMISTA MELVIN COPELAND

2.3.2.1.2. INSERISCE IL METODO DEL CASO NEL PROGRAMMA DEGLI STUDI

2.4. ITALIA 1950

2.4.1. FORMAZ. MANAGER INDUSTRIA

2.4.1.1. APPLICAZIONE AMBITO SETT.RE LEGALE

3. CHE COS'E' UN CASO

3.1. METODOLOGIA ATTIVA

3.2. TIPI DI CASI

3.2.1. CASI REALAZIONALI

3.2.1.1. RIPRODURRE UNA SITUAZIONE

3.2.1.1.1. SOLUZIONE UNICA E CORRETTA

3.2.2. CASI DECISIONALI

3.2.2.1. CASO CHIUSO

3.2.2.1.1. DECISIONE RAPIDA

3.2.3. CASI DIAGNIOSTICI

3.2.3.1. SITUAZIONE COMPLESSA

3.3. METODOLOGIA ATTIVA

3.4. DESCRIZIONE DEL PROBLEMA

3.4.1. STUDIARE BENE IL CASO

3.4.1.1. DARE RISPOSTE

3.4.1.1.1. COM'E' SUCCESSO

3.4.1.1.2. CHE COSA FARE

3.4.1.1.3. RICOSTRUIRE IL CASO

4. OBIETTIVI DEL CASO

4.1. CASI APERTI

4.1.1. RAGIONAMENTO COMPLESSO

4.1.1.1. CASI MANAGERIALI

4.2. CASI CHIUSI

4.2.1. TROVARE RISPOSTA CORRETTA

4.2.1.1. CASI TECNICI

4.3. ANALISI DEI CASI

4.3.1. VALUTAZIONE

4.3.1.1. CONCETTUALIZZAZIONE

4.3.1.1.1. DISCUSSIONE APPLICAZIONE

5. COSTRUZIONE DI UN CASO

5.1. VERIDICITA' CASO

5.1.1. REALMENTE ACCADUTO

5.2. FASE DI COSTRUZIONE

5.2.1. FAR VISIONARE IL CASO

5.2.2. RICOSTRUIRE SITUAZIONE DEL PROBLEMA

5.2.3. DEFINIRE L'OBIETTIVO

5.2.3.1. STRINGERE REALZIONE

5.2.3.2. SOLUZIONE PROSSIMA

5.3. ADERENZA AL CONTESTO

5.3.1. CASO IN CONTINUA EVOLUZIONE

5.4. SAPERE AFFRONTARE CON CAPACITA' CREATIVA

6. COME AFFRONTARE UN CASO

6.1. LETTURA DEL CASO IN PLENARIA

6.1.1. DIVISIONE IN SOTTOGRUPPI

6.1.1.1. PRESENTAZIONE IN PLENARIA

6.1.1.1.1. CASI CHIUSI O TECNICI/SCENTIFICI

6.2. CASI ALL'AVVIO

6.2.1. SOTTO GRUPPI

6.2.1.1. PLENARIA

6.3. METODO UNICO

6.3.1. COMPITO DOCENTE DILUIRE I CONCETTI

6.3.1.1. DISCUSSIONE DEL CASO

6.4. CASO IDEALE

6.4.1. ATTRIBUIRE RUOLI

6.4.1.1. SOTTOGRUPPI

6.4.1.1.1. APPROFONDIRE

6.4.2. BREVE

6.4.2.1. MAX 5/10 PAGINE

6.4.2.1.1. TEMPO ADEGUATO

6.5. MIGLIORE FONTE

6.5.1. PROPRIA ESPERIENZA

6.6. RUOLO DEL DOCENTE

6.6.1. FAVORISCE IL DIBATTITO

6.6.2. STIMOLARE LA DISCUSSIONE

6.7. RUOLO DEI PARTECIPANTI

6.7.1. ASCOLTARE

6.7.2. PENSARE

6.7.3. ESPRIMERE

6.8. RUOLO FACILITATORE

6.8.1. STIMOLARE IL PENSIERO DEI PARTECIPANTI

6.8.2. IMPARARE AD AFFRONTARE I PROBLEMI

6.9. NON AFFRONTARE IL CASO IN CHE OCCASIONE?

6.9.1. ALL'INIZIO DEL CORSO

6.9.1.1. PARTECIPANTI INESPERTI

7. DOVE SI DIRIGE IL METODO DEI CASI

7.1. METODO DEI CASI IN TEMPO REALE

7.1.1. RISOLVERE IL CASO CON LA TECNOLOGIA

7.1.1.1. COPERTURA ESTESA

7.1.1.2. INTERATTIVITA' IN TEMPO REALE

7.1.2. INSEGNAMENTO BASATO SU I PROBLEMI

7.1.2.1. RIVOLTO A MANAGER E MEDICI

7.1.2.1.1. i

7.1.2.2. INCIDENT

7.1.2.3. STIMOLA RIFLESSIONE

7.2. METODO DEI CASI INTERROTTI

7.2.1. RISOLVERE IL PROBLEMA A TAPPE

7.3. METODO DEI CASI DIALOGICI

7.3.1. FAR EMERGERE I VARI RUOLI

7.3.1.1. PSICOLOGO

7.3.1.2. ESPERTO DEL TEAM

7.3.1.3. TEORICO DELL'ORGANIZZAZIONE

7.3.1.4. SOCIOLOGO

7.4. METODO DEI CASI DI SUCCESSO

7.4.1. TRASFERIBILITA' DEI RISULTATI

7.4.2. STRATEGIA ORGANIZZATIVA

7.4.3. INTERVISTA E QUESTIONARI

7.4.3.1. CASI DI SUCCESSO/INSUCCESSO DELLA FORMAZIONE

7.5. METODO DEI CASI ESTESI

7.5.1. DA UTILIZZARE IN ETNOGRAFIA

7.6. METODO DEI CASI DIRETTI

7.6.1. TEMI SCENTIFICI

7.7. METODO DEI CASI MANAGER/CONSULENTI

7.7.1. SUDDIVISIONE IN 2 GRUPPI

7.7.1.1. MANAGER AZIENDALE

7.7.1.1.1. ANALISI DEL CASO

7.7.1.2. CONSULENTI

7.7.1.2.1. ANALISI CON ALTRE PROPOSTE

7.7.1.3. SCOPO= MIGLIORAMENTO NELL'ANALISI

7.7.2. CON AUSILIO DEL ROLPLAY

7.8. METODO DEI CASI= STRUMENTI DI RICERCA

7.8.1. ESPLORAZIONE

7.8.2. DESCRIZIONE

7.8.3. SPIEGAZIONE

7.9. METODO DEI CASI STORYTELLING

7.9.1. RACCOLTA DI STORIE ORGANIZZATIVE

7.9.1.1. BASATI SU I MITI DI SAGHE AZIENDALI