L'unità d'Italia

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L'unità d'Italia da Mind Map: L'unità d'Italia

1. alleanza tra Francia e Piemonte

1.1. attentato a Napoleone III

1.1.1. il 14 gennaio 1858 Napoleone III fu vittima di un attentato da un patriota italiano Felice Orsini

1.1.1.1. durante il processo, Orsini richiamò l'imperatore sui problemi dell'Italia e soprattutto grazie al prevalere della ragione politica sulle emozioni del momento, Napoleone III decise di non rettificare la sua linea verso l'Italia

1.2. negoziato tra Parigi e Torino

1.2.1. nel maggio 1858 ci furono da parte francese alcune mosse segrete verso il governo di Torino: gli organi della diplomazia ufficiale erano all'oscuro di tutto

1.2.1.1. incontro diretto tra Napoleone e Cavour il 20 luglio durante il quale l'imperatore manifestò il proposito di politica dell'Italia, in modo tale da cacciare gli austriaci.

1.2.1.1.1. quattro stati

1.2.1.1.2. prometteva aiuti militari

1.2.1.1.3. il piemonte avrebbe ceduto alla Francia la Savoia

1.2.2. alleanza sottoscritta il 26-28 gennaio 1859 tra Francia e Piemonte

2. seconda guerra d'indipendenza

2.1. 23 aprile 1859, ultimatum austriaco: esigeva la riduzione dell'esercito regolare e il congedo dei volontari

2.1.1. tale atto minacciava il Piemonte e lo metteva nelle condizioni di ricorrere all'aiuto francese

2.1.2. per l'Austria era un errore, segno di debolezza e di insicurezza, evidenza di un impero multietnico che faticava a controllare le spinte autonomistiche

2.1.3. la guerra ebbe così inizio

2.2. due fasi

2.2.1. dal 29 aprile alla metà di maggio le truppe austriache avanzarono in territorio piemontese, fino a minacciare Torino

2.2.1.1. ma gli austriaci non agirono con risolutezza, permettendo così agli alleati di congiungere i loro eserciti

2.2.2. dalla metà di maggio iniziò il movimento contro-offensivo di Milano: la manovra di attraversamento del Ticino iniziò il 2 giugno, incontrando la violenta resistenza degli Austriaci

2.2.2.1. la battaglia di Magenta fu incerta e violenta, ma grazie alla vittoria la Lombardia era liberata ed aperta la strada per Milano

2.2.2.2. il 7 giugno le truppe alleate entrarono a Milano, seguite l'8 giugno da Vittorio Emanuele II e Napoleone III

2.3. dopo la battaglia di Solferino e San Martino la guerra ebbe una svolta brusca ed improvvisa

2.3.1. Napoleone III giudicò impossibile e pericolosa la continuazione della guerra ed iniziò un rapido negoziato con gli Austriaci: l'11 luglio vennero definiti gli accordi di pace

2.3.1.1. il regno di Sardegna riceveva la Lombardia, attraverso il passaggio alla Francia

2.3.1.2. Venezia restava austriaca, ma avrebbe fatto parte della confederazione italiana

2.3.1.3. i sovrani dell'Italia centrale sarebbero stati restaurati ed un'amnistia sarebbe stata concessa

2.4. l'armistizio generò nei Piemontesi una profonda crisi

3. insurrezioni in Italia centrale

3.1. nonostante la guerra, l'Italia non era persa

3.1.1. Toscana: il 24 aprile il ministro piemontese a Firenze, Boncompagni, presentò una richiesta di adesione della Toscana all'alleanza franco-sarda

3.1.1.1. ottenne una risposta negativa, mentre il granduca propendeva per la neutralità e la dinastia era sempre più isolata

3.1.1.2. 23 aprile: riunione alla quale avevano preso parte gli uomini più autorevoli delle correnti disposte a promuovere l'azione

3.1.1.2.1. spingere il granduca alla scelta politica

3.1.1.2.2. preparare una manifestazione

3.1.1.3. 27 aprile: venne preparata una manifestazione

3.1.1.3.1. esito

3.1.1.4. all’unanimità fu votata la dichiarazione di decadenza definitiva della dinastia lorenese + volontà della Toscana di far parte di un forte regno costituzionale sotto Vittorio Emanuele II (20 agosto)

3.1.2. province emiliane: la caduta dei governi esistenti fu condizionata dai movimenti delle truppe austriache che li occupavano

3.1.2.1. Massa e Carrara: 28 aprile, contraccolpo della rivoluzione Tosacana

3.1.2.2. Ducato di Modena: venne organizzato un governo provvisorio

3.1.2.2.1. il 21 agosto fu approvata la decadenza estense e l'unione al regno sabaudo

3.1.2.3. Parma: 9 giugno, la duchessa partì e giunse il governatore nominato da Torino

3.1.2.3.1. con un plebiscito si ribadì l’annessione e alla metà di agosto la municipalità conferì a Farini la dittatura.

3.1.3. territori pontifici: la situazione fu più complessa a causa della presenza francese

3.1.3.1. l'11 e il 12 giugno le truppe austriache sgombrarono Bologna facendo subentrare un governo provvisorio affidato a un parente di Napoleone, garante della situazione

3.1.3.1.1. fu confermata la fine del dominio temporale + fu votata l’annessione al regno di Vittorio Emanuele II (6-7 settembre)

3.1.3.2. in Umbria e nelle Marche le truppe pontificie avevano represso duramente l'insurrezione

3.1.4. la condizione dei governi provvisori era difficile, ma lo era anche quella del governo piemontese

3.1.4.1. Piemonte non aveva alcun titolo per intervenire nelle vicende dell’Italia centrale e ciò poteva comportare seri rischi

3.1.4.1.1. rigettare le forze moderate su posizioni collaborazionistiche

3.1.4.1.2. dar spazio alle forze democratico-repubblicane

3.1.5. ritorno di Cavour al governo

3.1.5.1. impulso definitivo alla soluzione della crisi

3.1.5.1.1. tra il febbraio e il marzo 1860 si svolse uno scontro diplomatico tra il nuovo governo sardo e quello francese per concordare i limiti delle annessioni piemontesi e quelli dei compensi alla Francia

3.2. il proposito di Napoleone di ricondurre la situazione sotto il controllo francese era vanificato dall'evolversi della situazione nell'Italia centrale

3.2.1. l’imperatore aveva intrapreso la campagna d’Italia allo scopo di promuovere un mutamento che sostituisse nella penisola l’egemonia austriaca con quella francese

3.2.1.1. Napoleone, però, non poteva accettare una restaurazione basata sulla forza, che avrebbe significato il ritorno dell’Austria

3.3. mutamento della linea inglese

3.3.1. dal giugno 1859 erano al governo i Whigs di lord Palmerston, tutti più favorevoli alla politica del Piemonte

3.3.1.1. avvicinamento anglo-francese, che implicava un impegno di non interferenza in Italia

4. la spedizione dei Mille

4.1. nel 1860 la trasformazione dello status politico dell’Italia era compiuto ma ciò lasciava comunque delle questioni irrisolte

4.1.1. l’Austria continuava a occupare il Veneto

4.1.2. lo Stato pontificio sopravviveva con la vigilanza francese

4.1.3. il Regno delle Due Sicilie sussisteva come antitesi del progresso verso il movimento liberale e nazionale

4.2. tali crisi politiche avevano ridato spazio all'azione mazziniana e alle pressioni perché il movimento nazionale si sottraesse alla tutela di Napoleone III

4.2.1. valutate le regioni verso cui orientare l’azione, appariva praticabile solo l’Italia meridionale

4.2.1.1. Cavour inviò così un suo ambasciatore, nel Regno di Napoli, affinché convincesse Francesco II ad approvare una costituzione, che però quest'ultimo non concesse

4.2.1.2. nel Regno delle Due Sicilie non era migliore rispetto a Napoli, anzi: la tradizione autonomistica si era trasformata in spirito di rivolta e trovava l’appoggio del ceto dirigente

4.2.1.2.1. i progetti relativi alla Sicilia erano basati su una diagnosi dei fallimenti passati: da ciò risultava che la causa degli insuccessi era la cattiva scelta dei punti di sbarco e la carenza di preparazione insurrezionale

4.2.1.2.2. Garibaldi era, per prestigio e capacità militari, l’interlocutore spontaneo del partito d’azione e degli organizzatori siciliani

4.3. tra le difficoltà politiche, la principale era quella di definire un programma tale da ottenere la tolleranza da parte del governo di Torino e del re

4.3.1. Cavour era assai ostile e diffidava di Garibaldi, ma la sua opposizione aveva dei limiti

4.3.1.1. il conte non aveva obiezioni di principio verso i risultati di unificazione che potevano scaturire dall'impresa

4.3.1.2. l’animazione pubblica era tale che contrasti pubblici avrebbero provocato imprevedibili reazioni popolari

4.4. 6 maggio 1860: le nevi salparono da Genova per sbarcare a Marsala cinque giorni dopo

4.4.1. Garibaldi guidò i suoi uomini prima verso Salemi, poi verso Calatafimi e infine verso Palermo

4.4.1.1. il 31 fu firmato un armistizio a condizione che ciascuno restasse sulle proprie posizioni militari e il 19 giugno gli ultimi reparti borbonici lasciavano la città: l’isola insorse cacciando i borbonici (tranne Messina, che capitolò il 24 luglio)

4.4.1.1.1. Garibaldi si preparava a risalire la penisola combattendo

4.5. problemi politici

4.5.1. organizzazione delle terre liberate

4.5.2. rapporti tra queste e il governo di Torino

4.5.3. rapporti tra Torino e Garibaldi connessi alle reazioni internazionali

5. l'intervento normalizzatore di Cavour

5.1. a causa di questi eventi Cavour decise di far intervenire direttamente l’esercito regio (che però comportavano nuove complicazioni internazionali)

5.1.1. Cavour spiegò all'imperatore francese che bisognava prevenire Garibaldi con un'azione nelle Marche e in Umbria

5.1.1.1. Napoleone III acconsentì: l’azione militare del governo di Torino rientrava ormai nella sua strategia

5.2. dopo aver provocato disordini e insurrezioni nel territorio pontificio

5.2.1. giunti nel regno di Napoli, ci fu lo scontro decisivo che fu però vinto dalle truppe garibaldine e borboniche

5.3. Cavour, con la decisione di agire nell'Italia centrale, aveva ripreso l’iniziativa e seguiva ora una linea tendente a sovrapporsi a quella di Garibaldi

5.3.1. Le forze regie si preparavano quindi a far loro esse quella definitiva unificazione

5.4. dopo vari scontri in tutta Italia, nel gennaio 1861 ci furono le elezioni ebbero luogo le elezioni generali, il cui risultato fu determinato dal successo della politica di Cavour

5.4.1. 18 febbraio si riunì a Torino il primo parlamento italiano, adottando subito dopo, il 17 marzo, il disegno di legge che proclamava il regno d’Italia