TORQUATO TASSO

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TORQUATO TASSO par Mind Map: TORQUATO TASSO

1. Il Rinaldo: Tasso nel 1562 pubblicò il Rinaldo, che narra in 12 canti la giovinezza del famoso paladino della leggenda carlinga e le sue imprese d’armi e amori. Tasso, nella prefazione, dichiara di voler in parte imitare i classici come Omero e Virgilio. In Rinaldo, il giovane Tasso, rispecchia sé stesso, il proprio sogno di gloria e d’amore, che si iscrive tutto nella cornice della corte. È un’opera priva di originalità, ma vi si possono trovare temi e toni che anticipano la Gerusalemme.

2. Epistolario: Le lettere pervenuteci, circa 1700, riflettono la tormentata vicenda interiore del poeta, tuttavia l’esperienza vissuta è sempre filtrata attraverso dignitosi moduli letterari e retorici. L’ambiente di risonanza del discorso è la corte presente come realtà culturale, estetica e morale: il solo luogo che possa assicurare gloria e immortalità. Dietro il velo culturale di queste lettere si fa strada l’umana sofferenza del poeta, causata dalla sua condizione di perpetuo bisogno che si manifesta nelle continue e penose suppliche a principi e signori; affiorano poi sentimenti dolorosi di malinconia, sconforto e morte. Inquietanti sono le lettere scritte dall’ospedale di Sant’Anna, che testimoniano i malesseri fisici, ma soprattutto i turbamenti di una coscienza malata.

3. Le rime: La poesia lirica ha occupato tutta la vita di Tasso. Un primo gruppo di liriche fu pubblicato nel 1567 e altre sparse furono riunite in una raccolta nel 1581. Negli anni della prigionia a Sant’ Anna il poeta iniziò un riordino generale che si concretizzò in un’edizione della PRIMA PARTE DELLE RIME (1591-Mantova) e in una SECONDA PARTE DELLE RIME (1593-Brescia). - Le rime amorose sono una ricapitolazione di tutta la tradizione che parte dal Petrarca e aprono la strada alla lirica barocca. - Nella lirica encomiastica cambiano i modelli: il poeta si ispira alla lirica classica del greco Pindaro, celebratore dei vincitori olimpici, e del latino Orazio, ed il tono si fa più elevato e maestoso. - La lirica sacra ha accenni meno profondi. Il sentimento oscilla tra un’ornamentazione lussuosa, che rispecchia il controriformismo, e la riflessione sulla precarietà e vanità delle cose.

4. L'Aminta: L’Aminta è un testo drammatico che si colloca nel genere della favola pastorale, che metteva in scena vicende ambientate nel mondo dei pastori. È un testo teatrale, fondato sul dialogo, ma nessuno degli episodi centrali si svolge direttamente sulla scena e tutto viene narrato dai vari personaggi: si tratta di una drammaticità affidata alla parola più che all’azione, in modo che il testo assuma una dimensione narrativa e lirica. Lo stile adottato dal poeta è semplice, percorso da una vena melodica scorrevole e un po’ facile, che dissimula un sapiente gioco letterario nella costruzione del verso, nel ritmo degli accenti, nell’uso delle immagini.

5. LE OPERE

6. La Gerusalemme Liberata: La Gerusalemme liberata fonda la propria struttura narrativa sui caratteri dei personaggi, affidandosi alle interiorità, virtù e passioni, a cedimenti e riscatti. Ciò vuol dire che il tema fondamentale del poema è costituito in ogni senso dall’interiorità dei protagonisti. Il poeta segue e rappresenta i loro pensieri e desideri. La dimensione della coscienza non è quindi soggetta all’ideologia controriformista accolta nella sostanza di Tasso; piuttosto la coscienza è lo spazio di una tensione tra forze e valori moralmente positivi e negativi. E’ a questa zona oscura dell’interiorità che si oppone l’eroismo dei combattimenti. Proprio per questo gli eroi pagani sono portatori di un sentimento tragico e disperato che rappresenta il più cupo sfondo depressivo e ideologico dell’universo tassesco. In ogni caso l’eroismo è rappresentato come una lotta contro tutto ciò che è insensato, come una sfida alla casualità e all’irrazionalità dei rapporti umani e delle leggi della materia e della storia. Inoltre il tema della magia, nel poema, ha una presenza e un’importanza eccezionali, poiché rappresenta il ricorso alla dimensione sovrannaturale. Ma è solo la religione che indica la via della salvezza, è anzi soltanto attraverso l’unione d’eroismo e di religiosità che può realizzarsi una qualche attribuzione di senso. L’eroismo è un modo per forzare la realtà vincendone l’insensatezza; la religiosità è un modo per entrare in contatto con le forze misteriose e inquietanti della realtà senza esserne divorati. Il paesaggio naturale entro il quale si svolge l’azione ben esprime questo sentimento d’aspra conquista fra minacce dell’insensatezza e dell’insuccesso. Altro tema molto importante è quello dell’amore; esso è anzi il vero motivo conduttore del poema, denso di significati e di contraddizioni. Da una parte l’amore esprime la dimensione felice e rasserenante pur presente in quella zona d’ombra, soggettiva e oggettiva; ma l’amore è anche il canale privilegiato seguito dalle forze oscure che dall’interno minacciano l’individuo distraendolo dai doveri sociali e dai valori religiosi. Ed è anche per quest’ambivalenza che l’amore occupa il centro tematico del poema, rappresentando la complessità ideologica ed espressiva.

7. BIOGRAFIA

8. • 1544: Torquato Tasso nasce a Sorrento da Bernardo, intellettuale e letterato. A otto anni è costretto a lasciare la madre, che non rivede più, per seguire il padre nelle sue peregrinazioni di esiliato. • 1560: Tasso all'università di Padova inizia a studiare legge, filosofia ed eloquenza. • 1565: viene assunto al servizio del cardinale d’Este, si trasferisce a Ferrara e inizia a frequentare gli ambienti dell’aristocrazia e della corte ferraresi. • 1565-1575: periodo di grande felicità, armonica la vita e sereno il rapporto con l’arte. Passa al servizio del duca Alfonso II d’Este, compone poesie e opere di grande respiro letterario (Aminta, Gerusalemme liberata). • 1575: inizia il periodo di turbamento che in forma più o meno grave lo accompagnerà fino alla morte. 1. È ossessionato dal problema dell’ortodossia religiosa e si sottopone volontariamente all'esame dell’Inquisizione, nonostante sia perfettamente in linea con la dottrina cattolica. 2. È insoddisfatto per le qualità stilistiche della “Gerusalemme liberata”. Rivede l’opera più volte sottoponendola al giudizio di letterati e teologi, le cui osservazioni comunque non servono a estirpare i dubbi che lo tormentano. Cominciano le manie di persecuzione: durante un incontro con la principessa Lucrezia, pensando di essere spiato da un servitore, lo aggredisce con un coltello. In seguito a questo episodio viene rinchiuso in un convento da fugge. Si allontana dapprima da Ferrara, poi ritorna e ha una nuova violenta manifestazione di aggressività: inveisce contro il duca mentre a corte si fanno i preparativi per un matrimonio. Viene rinchiuso sette anni nell'ospedale di Sant'Anna e trattato come un pazzo da tenere incatenato. • 1586: il duca permette a Tasso di lasciare 1’ospedale e di trasferirsi a Mantova, dove pensa a un’ulteriore revisione della Gerusalemme. Inizia nuovamente a vagare per l’Italia. • 1595. Tasso muore a Roma , mentre è in corso un procedimento per incoronarlo poeta in Campidoglio.

9. NICOLA MERCURI, 3F