Chakra_Mappa di Progettazione

Mappa di progettazione_A.A. 19/20_T3 Formazione Primaria UniMib (Daniele Vanoli)

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1. Realizzazione di un angolo sensoriale all’interno del salone della scuola dell’Infanzia

1.1. I bambini di anni 3 della sezione dei verdi e dei gialli (che insieme sviluppano, da inizio anno, i laboratori di intersezione); Seconda metà del mese di marzo – fine marzo. All’interno di una delle due sezioni creazione e sperimentazione di 5 scatole sensoriali e di sperimentazione

1.1.1. Allenamento! Abilità oculo manuali e motricità fine, attraverso due tavolette in compensato

1.1.2. «I sensi sono punti di contatto con l’ambiente e la mente. Esercitandosi ad osservare l’ambiente il bambino acquista l’uso più raffinato di questi organi, come un pianista può trarre dalla stessa tastiera suoni che possono variare in perfezione infinita. Così la mente può trarre dai sensi impressioni sempre più precise e raffinate» M. Montessori, La mente del bambino

1.1.3. Olfatto e profumi. Tramite diverse essenze e oli essenziali, il bambino potrà provare, spuzzandoselo, un profumo o un’essenza naturale. Nella cassetta saranno presenti dei piccoli cartoncini per trasportare, una volta spruzzato sullo stesso, il profumo;

1.1.4. Come una piuma. Il contenitore con le piume servirà, come in un massaggio, a far vivere determinate esperienze tattili. Singolarmente, o a coppie di due, con gli occhi chiusi, i bambini potranno toccarsi con le piume ed indagare sul tipo di sensazione che percepiranno;

1.1.5. Pigne, pietre e ghiaia. In una cassettina ci saranno diverse pietre, pigne e sassi. Lo scopo dell’attività specifica relativa a questa scatola, sarà quello di predisporre sul terreno il contenuto e, senza le scarpe, provare, guidati a camminare sopra i vari elementi per determinare le differenti percezioni;

1.1.6. Flash Card. L’ultima scatola, che sarà però impilata per prima, conterrà le flash card che racconteranno, tramite illustrazioni, le modalità con cui approcciarsi agli esperimenti sensoriali. Non necessariamente i bambini saranno tenuti ad utilizzarle (per favorire ulteriori sperimentazioni).

1.2. Obiettivi_Traguardi per lo sviluppo (indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, MIUR 2012)

1.2.1. I bambini prendono coscienza del proprio corpo, utilizzandolo fin dalla nascita come stru-mento di conoscenza di sé nel mondo.

1.2.2. Prova piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in grado di adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto. Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella musica, nella danza, nella comunicazione espressiva. Riconosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo fermo e in movimento.

1.2.3. l bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata.

1.3. COMPETENZE CHIAVE PER L’APPRENDIMENTO PERMANENTE: N.8 Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali N.2 Competenza multilinguistica

1.4. DOCUMENTAZIONE: Foto, registrazioni, protocolli osservativi (da svolgere durante l'osservazione dell'attività libera di conoscenza del materiale e del senso da utilizzare in relazione allo stesso).

2. 1.Chi: 22 bambini di 3 anni; 2.Spazi: Aula e salone comune; 3.Tempi: 10 ore circa; 4.Materiali: scatole, pigne, sassi, lacci, bottoni, semi, essenze, piume, tavolette in legno (formato A3); 5.Strategie/Metodologie: Circle time, lavoro a piccoli gruppi (divisi per “scoperta” del senso o dell'abilità sensoriale/manuale da allenare), shadowing, accompagnamento di micro-gruppi verso la sperimentazione senza intervento di mediazione; 6.Imprevisti: Spazi e tempi vuoti per il gruppo classe che non partecipa direttamente ai micro-gruppi, scarsa improvvisazione in mancanza di una direttiva chiara “imposta” dalle docenti