la natura tra umanesimo ed età moderna

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la natura tra umanesimo ed età moderna by Mind Map: la  natura tra umanesimo ed età moderna

1. filosofia della natura: è un approccio magico e scientifico, l'uomo è il soggetto che studia l'oggetto (la natura). entrambi hanno principi propri.

1.1. Es. Giordano Bruno

1.2. Es. Bernardino Telesio (1509-1588)

1.2.1. realizza la natura secondo i propri principi. Sostanzialmente l'uomo non deve imporre schemi propri alla natura ma deve scoprire le leggi specifiche.

1.2.1.1. le leggi si identificano in due forze contrastanti ovvero il caldo ed il freddo. il caldo deriva dal sole, esso è il principio che spiega la vita, il movimento. Il freddo è legato alla condensazione, risiede nella terra ed è quindi legato alla morte. Questi due principi opposti si applicano alla materia, quindi forze e materia (massa corporea) non possono dividersi

1.2.1.1.1. questo orientamento non è propriamente scientifico perché riguarda solo forze, energia e non c'è ancora la classificazione e la misurazione del fenomeno.

1.2.1.1.2. inoltre accusa la scienza del passato di essere boriosa superba ed incurante dell'autentica realtà del mondo fisico. Quindi Telesio invita ad indagare sul mondo e le singole parti

1.3. tale visione parla di Panpsichismo e ilozoismo, la prima vuol dire che ogni cosa è dotata di anima, la seconda che tutta la materia è animata. Come la magia rinascimentale, che afferma l'analogia tra natura ed uomo

1.3.1. fase magica (rinascimentale): natura concepita come un essere vivente. Il mago è dotato di sensibilità e sa domare la natura perché la conosce, questi uomini agiscono con irrazionalità.

1.3.1.1. ES. Paracelso: pensava che l'uomo potesse essere curato in modo Olistico. Infatti nel momento della nascita ognuno di noi ha caratteristiche differenti, quindi ogni persona necessita di cure differenti che non possono essere uguali per tutti. Quindi la cura del singolo individuo implica la considerazione di tutte le sue complessità.

1.3.1.2. vi è una rinascita della natura, prima del tutto indifferente, ora diventa una cosa da conoscere. essa è il teatro dell'uomo.

2. Giordano Bruno

2.1. nasce a Nola nel 1548, è un frate, non da argomenti scientifici, l'unico attinente a questo mondo è la spiegazione dell'infinità dell'universo. Appassionato all'arte della memoria ha quindi delle affinità con il mondo magico. viaggia per scappare e nel mentre insegna in ambienti accademici per terminare la sua grande fuga a Venezia dove morì.

2.2. il suo punto di partenza fu l'amore incondizionato per la natura e tutte le sue forme, la natura era vita, le cose belle e brutte risiedevano in essa, per lui la natura era una sorta di panteismo, Dio coincide con la natura nella sua totalità e creatività senza limite. Giordano andava contro la religione tradizionale, lui vedeva Dio in tutto, si opponeva alla tradizione aristotelica e riprendeva gli assunti del neoplatonismo.

2.2.1. Nasce per lui la concezione che il filosofo verso Dio dovesse provare L'eroico furore, cioè deve vivere nella natura, è un impeto, poiché l'individuo ha un certo furore segue l'etica eroica, cioè ottenere tutta la natura.

2.3. Pubblica: i principi matematici di filosofia naturale. La natura per la scienza è un ordine oggettivo, causale, uniforme e quindi matematico. La natura è strutturata sul principio di causa ed effetto, l'universo é regolare infatti lo stesso fenomeno in un luogo diverso si comporta allo stesso modo. La natura è un grande libro scritto in linguaggio matematico, si può conoscere con la scienza, attraverso la sensibilità ed esperimento. Inoltre il sapere della scienza non è certo perché è valido fin quando una nuova scoperta nega le scoperte precedenti con una teoria più valida.

2.4. le sue tesi: 1) abbattimento mura esterne dell'universo, universo aperto in qualsiasi direzione. 2) pluralità dei mondi e loro abitabilità. 3) identità di struttura tra cielo e terra, stessi materiali, non sussiste più mondo sovralunare e sublunare. 4) geometrizzazione dello spazio cosmico, lo spazio è un qualche cosa di unico ed omogeneo, senza centro (acentrico).

2.4.1. Bruno realizzò queste tesi attraverso un'intuizione di fondo, lui accettava come possibilità il Copernicanesimo, infatti religiosamente mostrava l'infinità dell'universo per mostrare l'infinità di Dio.

2.4.1.1. tale concezione si fonda sull'assunto che l'universo abbia una causa ed un principio primo infinito, la mente al di sopra di tutto, mens super omnia, che si identifica con Dio stesso. la mente si trova in tutte le cose, principio razionale immanente del mondo, una visione panteista, Dio coincide con la natura nella sua totalità.

2.4.1.1.1. Bruno esalta la moderna civiltà europea perché celebra l'uomo, essere insieme natura e divino in quanto egli stesso partecipe del processo creativo di Dio. l'esatto opposto della visione medievale.

3. effetti copernicanesimo

3.1. è uno scossone dato alla cultura, l'accettazione di questo modello è stata discussa anche secoli dopo. La chiesa infatti andava contro questo modello in nome di alcuni passi dell'antico testamento. oltre alla chiesa, erano contraddetti anche Aristotele e lo stesso Dante.

3.1.1. Bruno invece non considerava umiliante il fatto che la terra e l'uomo non occupassero più quel posto privilegiato, infatti per lui la caduta dei confini del cosmo rappresentava: una valorizzazione di tutti gli enti che in esso sono contenuti. Inoltre l'infinità dell'universo esaltava la ragione umana, in grado di innalzarsi fino a essa e di riconoscere l'illimitata potenza divina.

3.2. Freud sosteneva che il copernicanesimo era una profonda umiliazione per l'uomo. l'uomo aveva perso la sua centralità

4. lettera a Madama Cristina di Lorena

4.1. Dio parla attraverso le scritture oppure attraverso il mondo che ci circonda. Il testo è diviso in paragrafi:

4.1.1. 1) tesi: da condannare la sentenza che indica stabilità del sole e la mobilità della terra. Argomentazione: le sacre scritture indicano l'opposto, la scrittura non può mentire ne tanto meno sbagliare.

4.1.2. 2) tesi: sacre scritture contengono la verità che deve essere interpretata in maniera corretta (va intrapresa in senso allegorico). Argomentazioni: la bibbia non può mentire una volta compreso il suo vero sentimento, il vero sentimento è a volte recondito. Chi si ferma al suono letterale potrebbe errare e realizzare contraddizioni o gravi eresie.

4.1.3. 3) tesi: le sacre scritture nel parlare di acqua, sole… non devono essere prese erroneamente. Argomentazioni: attribuita a Dio condizioni lontane della sua essenza. Vale allegoria anche quando si parla di acqua, fuoco… La scrittura ha come scopo il parlare della salute delle anime.

4.1.4. 4) tesi: nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle sacre scritture. Argomentazioni: procedono scrittura e natura da Dio. Poiché nella scrittura molte cose sono dette in modo diverso la natura è immutabile.